Positività all'HIV

Cosa significa risultare positivi all’HIV, o come erroneamente si dice, essere sieropositivi?

Il termine sieropositività in medicina indica la risposta positiva a una qualsiasi indagine sierologica ma ormai, nel linguaggio comune, viene erroneamente associato esclusivamente all’infezione da HIV e ha un’accezione negativa e stigmatizzante.
Una persona che risulta positiva alla ricerca di anticorpi dell'HIV, oppure alla ricerca del virus nel sangue, ha contratto l’infezione ed è una persona con HIV.

La persona con HIV non presenta nessuna evidenza esteriore della presenza del virus nel proprio organismo.

Dal momento dell'infezione, nell'organismo della persona inizia una sorta di battaglia tra il sistema immunitario e il virus.  L'HIV attacca alcune cellule del sistema immunitario, indebolendolo. L'impoverimento del sistema immunitario - e in particolare delle cellule linfocitarie chiamate CD4 - fa sì che l'organismo della persona con HIV sia facilmente aggredito da una serie di infezioni virali o batteriche e da altre complicazioni.

L'uso di terapie antiretrovirali, uno stile di vita adeguato, fattori soggettivi contrastano l'evoluzione dell'infezione in malattia (AIDS) e consentono in molti casi alla persona con HIV di avere una qualità di vita soddisfacente e restare per molti anni asintomatica. Recenti studi hanno evidenziato come, tendenzialmente  l’aspettativa di vita di una persona con HIV oggi sia di poco inferiore a quella della popolazione generale.

La persona con HIV (soprattutto se non sa di aver contratto il virus o se non è in terapia antiretrovirale) può trasmettere l’HIV al partner durante rapporti sessuali non potretti;  può inoltre peggiorare la propria condizione di salute reinfettandosi con un virus diverso dal proprio o contrarre altre infezioni a trasmissione sessuale.


Cosa significa avere una diagnosi di AIDS?

Se in una persona con HIV sono riscontrati gravi danni al sistema immunitario e/o la presenza di infezioni opportunistiche, viene diagnosticata l'AIDS.
In realtà, la distinzione tra positività all’HIV e AIDS conclamata e la classificazione in stadi di malattia si basa su criteri schematici che tengono conto delle infezioni correlate, numero e durata dei ricoveri ospedalieri ed eventuali danni permanenti all'organismo.  Tale classificazione è nata negli Stati Uniti a seguito di esigenze di ricerca epidemiologica e per necessità assicurative.
Concretamente ciò che accade - e cioè l'evoluzione da positività ad AIDS - è determinata dal progressivo indebolimento del sistema immunitario dovuto al costante e continuo attacco da parte dell’HIV.
L'impoverimento del sistema immunitario - e in particolare delle cellule linfocitarie CD4 - fa sì che l'organismo della persona con HIV sia facilmente aggredito da una serie di infezioni virali o batteriche e da altre complicazioni.
Non è possibile definire l'arco temporale impiegato dall'HIV per compromettere in modo significativo il sistema immunitario, perché questa evoluzione è legata a una serie di fattori soggettivi quali:

  • ceppo e tipo di virus
  • presenza di particolari proteine nell'organismo che rallentano la replicazione virale
  • uso di una terapia corretta
  • equilibrio psico-fisico
  • alimentazione
  • stili di vita

Oggi sono moltissime le persone con una diagnosi di AIDS conclamata risalente a diversi anni fa che, grazie alle terapie antiretrovirali, conducono una vita "normale" e soddisfacente.
Grazie ai numerosi passi in avanti fatti sul versante "terapie e qualità della vita" oggi possiamo considerare l'infezione da HIV come una patologia cronica.