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Home > Cosa facciamo > Riduzione del danno

LA RIDUZIONE DEL DANNO

"La Riduzione del danno è una politica sociale che privilegia lo scopo di diminuire gli effetti negativi del consumo di droga. E' una politica radicata in un modello scientifico di tutela della salute pubblica che attinge profondamente da una cultura di tipo umanitario e libertario"

(Russel Newcombe, Direttore della Drugs and HIV monitoring Unit - LIverpool)

"..in ogni paese la più alta priorità va data alla prevenzione dell'infezione da HIV fra i tossicodipendenti.. le politiche finalizzate alla riduzione dell'uso di droga non possono permettersi di pregiudicare le misure da prendere contro questi rischi. "

1986 Organizzazione Mondiale della Sanità

Nel nostro paese la persona tossicodipendente è considerata come qualcuno che conduce una vita "non degna di essere vissuta". E' in pratica un soggetto che abita nel mondo della non-vita, e la sua possibilità di tornare nel mondo dei vivi passa attraverso l'uscita dal "tunnel della droga", e il raggiungimento di una stabile disintossicazione.
La politica repressiva quanto all'uso di sostanze ha innescato meccanismi di:
  • Emarginazione
  • Clandestinità
  • Criminalizzazione
I media hanno sempre giocato un ruolo determinante nella costruzione dell'immagine sociale della persona tossicodipendente. Basti pensare alle campagne pubblicitarie di prevenzione in cui gli spot italiani presentano il tossicodipendente come un alieno dalle sembianze umane ma con gli occhi bianchi.

Così il primo grande ostacolo che si pone all'accettazione dell'approccio alla persona tossicodipendente in un'ottica di Limitazione del Danno è che questo significhi una minimizzazione degli obiettivi, una sorta di resa a fronte dell'insuccesso della lotta alla droga.

E' invece necessario sottolineare che "guarire" non è l'unico compito dell'operatore. L'operatore ha il dovere di "prendersi cura" della persona nella situazione specifica in cui avviene l'incontro. In questo caso la disintossicazione non può e non deve essere la pregiudiziale dell'intervento dell'operatore e di un rapporto di aiuto.

L'operatore che si ispira all'approccio di Riduzione del Danno sceglie un rapporto con l'utente in quanto persona. La Limitazione del Danno è anzitutto il riconoscimento dello spazio dell'altro e della possibilità dell'altro di compiere delle scelte, di assumersi responsabilità.

Riduzione del Danno significa attivare tutte le forme possibili di contatto e di accompagnamento affinchè siano garantite le condizioni cliniche, psicologiche e sociali che permettano alla persona, evitata ogni irreversibile compromissione, di compiere liberamente le proprie scelte.

Gli interventi di riduzione del danno partono dalla constatazione che spesso le persone, e in particolare le persone tossicodipendenti, non esprimono alcuna richiesta di aiuto nelle forme tradizionali.

E' invece l'operatore che deve sperimentare nuovi canali di comunicazione e di contatto, per fornire un sostegno alla sopravvivenza dell'individuo e alla sua salute.

La teoria per cui il tossicodipendente debba arrivare a "toccare il fondo" per decidere di interrompere l'uso di sostanze non considera che i danni correlati costituiscono spesso il principale ostacolo a risalire da quel fondo tanto decantato.

I valori fondamentali della filosofia della Riduzione del Danno
  • Centralità della persona
  • Diritto alla salute per tutti
  • Rispetto delle scelte di vita
  • Cultura dei diritti
  • Cultura della differenza
  • Valore delle relazioni
  • Valore delle emozioni
Gli obiettivi:
  1. Riduzione della mortalità (per overdose, per malattia, per incidenti correlati all'abuso)
  2. Riduzione delle infezioni connesse allo scambio delle siringhe (HIV epatiti, MTS)
  3. Riduzione dell'area del sommerso e facilitazione all'accesso ai servizi
  4. Ampliamento della popolazione in farmaco sostitutivo
  5. Modifica delle tecniche d'uso delle sostanze