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11/07/2006

GESSA (SIF), SBAGLIATO ESAGERARE PERICOLI MARIJUANA

LILANAZIONALE - ANSA

DROGA: GESSA (SIF), SBAGLIATO ESAGERARE PERICOLI MARIJUANAESPERTO COMMENTA SU RIVISTA DI FARMACOLOGIA LA LEGGE

ROMA, 11 lug - "Equiparare i rischi rappresentati dall'uso della cannabis a quelli dell'uso di altre sostanze molto più potenti dal punto di vista farmacologico danneggia la credibilità della legge". Così Gian Luigi Gessa, responsabile del gruppo italiano sullo studio delle dipendenze, commenta la legge Fini-Giovanardi sulle droghe nell'ultimo numero dei Quaderni della Società Italiana di Farmacologia. "Le bugie e le esagerazioni sui pericoli della marijuana - aggiunge - servono poco a dissuadere i giovani dal provarla e possono sortire l'effetto opposto".

Nell'attuale legislazione italiana la cannabis (più conosciuta come marijuana) rientra nella cosiddetta Tabella I, dove sono elencate le droghe più 'pesanti', come la cocaina e l'eroina; mentre nella precedente legislazione (legge Vassalli- Iervolino) la marijuana rientrava nella Tabella II, dove le veniva riconosciuta una 'minore pericolosita'' rispetto le droghe pesanti. Nella legislazione inglese, invece, il Governo britannico ha seguito la tendenza opposta, spostando nel 2003 la cannabis dalla classe B alla classe C, e catalogandola tra le droghe meno pericolose.

"Evidentemente - commenta Gessa - gli esperti del Governo britannico considerano che la tossicità della cannabis sia inferiore a quanto ritengono quelli del Governo italiano. Se la classificazione della canapa è avvenuta sulla base delle conoscenze scientifiche c'é da chiedersi se gli esperti abbiano letto la stessa letteratura scientifica sull' argomento o se gli esperti italiani abbiano evitato la fatica di passare in rassegna l'immensa letteratura sui pericoli dell'uso della marijuana".

"In realtà - aggiunge - molte affermazioni sulla pericolosità della cannabis (la marijuana uccide, rende schizofrenici o criminali, fa perdere la memoria, rende impotenti, è la principale causa di incidenti stradali) sono delle esagerazioni, generalizzazioni o delle vere e proprie leggende". Infine, conclude Gessa, la legge Fini-Giovanardi "é incoerente, altrimenti avrebbe dovuto inserire nella Tabella I anche l'alcool e il tabacco, poiché essi producono una dipendenza di gran lunga superiore a quella prodotta dalla cannabis".

Di parere contrario è invece Flavio Moroni, che studia le tossicomanie dal 1972. Secondo Moroni "é corretto classificare la canapa indiana nella Tabella I insieme alla cocaina e all' eroina", in quanto "non è possibile negare una certa tossicità dei suoi principi attivi". "La classificazione, tuttavia - conclude - non autorizza la messa in atto di politiche eccessivamente restrittive sull'uso personale dell' erba in quanto è necessario considerare che nel mondo occidentale circa 1/3 della popolazione adulta ed almeno il 50% dei giovani tra i 15 e i 25 anni hanno utilizzato preparati a base di canapa indiana".



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