28 febbraio 2007
Illustrissima Signora Ministro
Senatrice Livia Turco,
il prossimo 3 marzo, in occasione della Festa della Donna, la nostra associazione ha scelto di essere presente in diverse città italiane per distribuire gratuitamente il Femidom, il preservativo femminile che permette alle donne di gestire in prima persona la propria sessualità e la propria salute.
L’obiettivo della nostra iniziativa è soprattutto finalizzato a far conoscere il Femidom e sollecitare le donne a prenderne in considerazione l’uso. Per questo motivo abbiamo anche realizzato un video esplicativo che mostra come deve essere indossato e che vuole, al contempo, rendere più familiare l’immagine di uno strumento di prevenzione che sappiamo non appartenere all’immaginario femminile.
La nostra esperienza di vent’anni di lavoro sul campo, ci conferma che per le donne - non potendo gestire direttamente la protezione garantita dal profilattico maschile – è difficile negoziare la prevenzione all’HIV e alle altre malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto davanti all’indisponibilità del partner.
Come Lei sa, i dati epidemiologici mostrano che in Italia la percentuale di donne malate di AIDS è andata progressivamente aumentando: dal 16% nel 1985 al 25% nel 2005; e la trasmissione sessuale dell'infezione sta crescendo più rapidamente tra le donne rispetto agli uomini. Non a caso dopo anni di campagne dell’UNAIDS volte a responsabilizzare gli uomini che utilizzavano slogan come "Men make a Difference" e che evidentemente hanno fallito il loro obiettivo, l’approccio attuale è completamente ribaltato e si rivolge direttamente al mondo femminile.
Mentre si aspettano i risultati di sperimentazioni che coinvolgono gel microbicidi vaginali e altre Nuove Tecnologie di Prevenzione l’unico strumento attualmente disponibile che rende la donna autonoma nella protezione durante l’atto sessuale è il preservativo femminile. Nel 1997 una revisione di 41 sperimentazioni cliniche condotte in diversi paesi del mondo e con culture differenti, hanno dimostrato che dal 50% al 70% delle donne e degli uomini che vi hanno partecipato ha ritenuto il preservativo femminile uno strumento accettabile ed utilizzabile. (OMS Reproductive Health Research 2000).
Attualmente però vi è ancora una questione da risolvere e riguarda il prezzo. L’UNAIDS stessa ha individuato l’alto costo di questo strumento come una delle più difficili barriere da superare per le donne si è fatta così mediatrice contrattando con i produttori prezzi più favorevoli. In questo modo il condom femminile ha potuto essere diffuso gratuitamente o a cifre accessibili in quei Paesi che hanno fatto campagne di prevenzione rivolte alle donne.
Alcuni esempi pratici sono la campagna ministeriale del Brasile, che presso i consultori distribuisce i preservativi femminili gratuitamente alle donne che ne fanno richiesta, e quella del Ministero della salute francese che oltre a pubblicizzare il Femidom lo ha anche reso disponibile a prezzi accessibili. Ma non sono i soli Stati a essersi mossi in questa direzione, i governi che stanno adottando questo metodo di prevenzione attuando parallelamente campagne informative sono in continua crescita.
Il Femidom è uno strumento di prevenzione importante, un’opzione in più, una "pari opportunità" per tutte le donne che vogliono gestire in prima persona la loro sessualità e la prevenzione. In Italia, però, i preservativi per donne sono totalmente assenti dai consultori ginecologici e risultano difficili da reperire: si possono acquistare od ordinare solo in alcune farmacie, via internet, oppure nei sexyshop, ma ad un prezzo molto alto (ca. 7,5 euro una confezione da 3 pezzi).
Ci rivolgiamo quindi a Lei, Signora Ministro, per chiederLe di promuovere anche in Italia una politica di sensibilizzazione rivolta alle donne e ai servizi che si occupano della loro salute, al fine di pubblicizzare e diffondere l’esistenza di questo strumento di prevenzione dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale e di calmierarne il prezzo.
Da parte nostra, all’interno della Commissione Nazionale Aids e della Consulta dalle Associazioni per la lotta all’AIDS da Lei nominate, opereremo affinché il preservativo femminile sia ben presente nelle prossime strategie di prevenzione che il nostro Paese adotterà nella lotta contro il virus.
Siamo consapevoli che il Femidom non potrà rappresentare la soluzione del problema ma ci sembra ugualmente importante promuoverlo e consentire alle donne di trovarlo facilmente in farmacia o nei servizi pubblici. Ci sembra un compito che può essere facilitato dalle associazioni ma che, per sua natura, rimane in capo a chi governa la sanità pubblica.
RingraziandoLa per l’attenzione e fiduciosi in un Suo supporto Le auguriamo buon lavoro.
Filippo Manassero
Presidente LILA Nazionale