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10/11/2009

L’ITALIA ADOTTI LA NUOVA STRATEGIA EUROPEACONTRO L’HIV

LILA Nazionale

Da Bruxelles la Commissione Europea ha definito la nuova strategia nella lotta contro HIV/AIDS dell’Unione Europea e dei paesi limitrofi per il periodo 2009-2013.

 

La Lila, che attraverso il Forum della Società Civile ha partecipato alla consultazione con il Dipartimento della salute pubblica dell'Unione Europea che ha dato vita alla nuova strategia, valuta positivamente il documento finale e in particolare

 

-         che a livello europeo questa pandemia sia ancora considerata una priorità per la salute, malgrado siano passati quasi trent’anni dal suo inizio;

 

-         che l’applicazione di strategie di prevenzione di comprovata efficacia, come l’uso del preservativo e delle politiche denominate di Riduzione del Danno rivolte ai consumatori di sostanze, siano state valutate fondamentali per contrastare la trasmissione del virus;

 

-          che un ruolo principale nella risposta all’infezione , oltre alla cura e alla prevenzione, lo svolga il superamento di stigma e discriminazione contro le persone sieropositive;

                                             

-         che, nonostante vi sia un’alta percentuale di persone sieropositive che ignora il proprio stato sierologico, il test debba essere sempre volontario, mai imposto e accompagnato dal counselling;

 

-         che anche all'interno delle popolazioni vulnerabili siano stati individuati gruppi prioritari a cui rivolgere maggiori sforzi: in Europa Occidentale gli uomini che hanno relazioni sessuali con altri uomini (MSM), in Europa dell'Est e Asia Centrale i consumatori di sostanze per via iniettiva, e in tutti i paesi i migranti che provengono da regioni a forte prevalenza di persone sieropositive.

 

Adesso spetta ai singoli Stati recepire queste indicazioni: l’Italia saprà seguirle o manterrà inalterato il suo status quo? Benché negli ultimi anni qualche sforzo sia stato fatto per fare rientrare l'HIV nell'agenda istituzionale, tutto rimane il più delle volte "virtuale". Il nostro governo ha molte difficoltà a tramutare in azioni politiche i suggerimenti che provengono dagli esperti, infatti l'uso del preservativo non è ancora entrato nel linguaggio naturale che ogni politica di prevenzione dovrebbe avere e le ultime decisioni governative in tema di migrazione ostacolano possibili interventi rivolti a questa popolazione.

 

Ma ancora più grave è l'assenza di dati epidemiologici italiani che indichino chi si sta infettando attualmente. Se questi dati fossero disponibili, scopriremmo che anche da noi - come nel resto dell’Europa Occidentale - la vera emergenza sono nuovamente gli uomini che hanno relazioni sessuali con altri uomini (MSM) e non solo le persone di mezza età eterosessuali che hanno contratto il virus anni addietro ma che non conoscono il loro stato sierologico. L’arrivo delle terapie che controllano l’infezione e l’assenza di campagne di prevenzione s pecifiche per la popolazione omosessuale hanno riportato infatti i giovani gay a sottovalutare il rischio del contagio aumentandone la diffusione.

 

La Lila auspica che l’Italia faccia tesoro

dei suggerimenti e delle strategie della Commissione Europea.

 

Per informazioni:

Alessandra Cerioli – Presidente Lila Nazionale; cell. 3487323800; a.cerioli@lila.it

Anna Lia Guglielmi Ufficio stampa Lila Nazionale; c.so Regina Margherita 190/e - 10152 Torino

Cell. 348 0183527; tel. E fax 011 4369310; ufficiostampa@lila.it - www.lila.it



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